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NON SONO (SOLO) TUA

teatro, gianna breil, roma

“Non sono (solo) tua – Donne che aspettavano l’amore”

di LINO BELLEGGIA
diretto da GIOVANNI NARDONI
con Gianna Breil, Anna Rita Luongo, Fabiana Lazzaro, Helene Olivi Borghese, Bianca Maria Castelli, Paola Scotto di Tella, Veronica Maria Genovese

al TEATRO TORDINONA
via degli Acquiasparta 16, Roma
dal 24 febbraio al 15 marzo 2015

In una sala di un centro antiviolenza a Roma Nord si riunisce un piccolo gruppo di autoaiuto per donne maltrattate. Nicoletta, alle spalle un marito che ha tentato due volte di ucciderla, è la moderatrice. Con lei ci sono Fiorella, vittima di un ex marito violento e prevaricatore che l’ha già accoltellata una volta; Virginia, abbandonata dal promesso sposo dopo aver vissuto sulla propria pelle uno stupro di gruppo mentre era appartata proprio con lui; Tiziana, nonostante sia preoccupata per la salute di sua figlia minata dalla problematica atmosfera familiare, è incapace di lasciare un marito dispotico che l’ha distrutta nel fisico come nella mente; Piera, vittima di uno stalker sconosciuto le cui minacce l’hanno obbligata a lasciare tutto, e Claudia, madre di Anna, una ragazzina di tredici anni che dopo aver subito uno stupro di gruppo si suicida.
Durante le drammatiche sedute che si snodano nell’arco di circa tre mesi, queste sei donne, sei vittime della violenza di compagni, mariti o sconosciuti, raccontano le loro storie di abuso confrontandosi con veemenza, a volte, ma dimostrando, sempre, umanità e partecipazione. Cambiano queste donne attraverso le storie raccontate dalle altre compagne, e cambiano anche sentendo se stesse raccontare, forse per la prima volta, la violenza subita, quella che l’ha segnate per sempre. Nel momento in cui la loro amicizia sembra renderle più forti e consapevoli, le loro storie personali diventano drammaticamente universali alla fine del dramma, quando una di loro viene spietatamente uccisa dall’ex marito. Per combattere il dolore e la frustrazione, e la consapevolezza che sarebbe potuto succedere a ognuna di loro, le altre non potranno che continuare le sedute e combattere nel proprio piccolo la violenza insensata dell’uomo.

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